Il triangolo di ferro dell'AI — manuale d'uso
Dove far vivere l'AI dell'impresa, prima di firmare qualsiasi cosa
Uno strumento gratuito di DeepAiUG per imprenditori, responsabili IT e PMI. Fa una cosa sola, in una decina di minuti: mette sul tavolo le quattro strade possibili per l'intelligenza artificiale in azienda — sui computer che avete già, su un server che controllate voi, nel cloud di qualcun altro, o un ibrido fra i due — e le mette in fila a partire dalle vostre risposte. Poi vi lascia muovere il triangolo con le mani, per vedere a cosa state rinunciando. Alla fine lascia in mano un documento da portare in riunione.
Questo manuale spiega come si usa, cosa dice l'esito, e come leggerlo con sei esempi. È scritto per la versione 1.6.5.
1. Cosa fa, e cosa non fa
Non vende nessuna delle quattro strade. L'esito le mostra sempre tutte, anche quelle che perdono, con i loro numeri. Lo strumento deve poter dire «per voi la scelta giusta è il cloud» quando è vero, e lo dice: su tutte le combinazioni possibili di risposte il cloud è in testa più di una volta su quattro, al primo anno. È la sua unica assicurazione contro l'accusa di essere una brochure.
Non è un preventivo. I costi derivano da tredici parametri di mercato, dichiarati e modificabili. Sono ipotesi ragionevoli, messe lì perché qualcuno doveva pur mettercele. Se conoscete i vostri numeri, scriveteli.
Non sceglie al posto vostro. Dice quale opzione si avvicina di più a ciò che avete chiesto, di quanto, e perché. La scelta resta una decisione dell'impresa, e il documento finale ha tre righe per le firme apposta.
Non manda nulla da nessuna parte. Nessuna registrazione, nessun cookie, nessuna statistica, nessuna richiesta a terzi. Funziona da una chiavetta a rete staccata. La dichiarazione è nel piede della pagina, e si verifica in dieci secondi nel pannello di rete del browser.
2. Prima di cominciare: un caso d'uso reale
Lo strumento chiede del primo caso d'uso reale, non di quello che vorreste fare un giorno. È la regola che fa la differenza fra un esito utile e un esito a caso:
Non quello che l'AI potrebbe fare in azienda: quello che deve fare il primo giorno.
Se non riuscite a dirlo in una frase, con un verbo e un oggetto, fermatevi lì.
Il fatto che sia difficile scriverla è già un'informazione.
«Rispondere alle mail dei clienti pescando dai nostri listini» è un caso d'uso. «Migliorare la produttività» non lo è. Se i casi d'uso sono due, e molto diversi fra loro, fate due valutazioni: un ufficio che riassume procedure e un reparto che fa girare un sistema senza presidio chiedono due architetture diverse.
Rispondete in due, se potete: chi decide la spesa e chi dovrà tenere in piedi il sistema. Le domande più pesanti sono proprio quelle su cui i due, di solito, non la pensano allo stesso modo.
3. Le otto domande, più una
Nessuna chiede cosa vorreste. Chiedono cosa succede se qualcosa si muove, e chi ha l'autorità di muoverlo. Tre risposte possibili per ciascuna; si risponde anche con i tasti 1, 2 e 3, e con Backspace si torna indietro.
| La domanda | Cosa misura | Cosa dice la riga d'aiuto | |
|---|---|---|---|
| 1 | Che tipo di dati entrerebbero nel sistema? | Il bisogno di sovranità | Non quelli che vorreste usare un giorno: quelli del primo caso d'uso reale. |
| 2 | Qualcuno vi impone dove risiedono i dati? | Il bisogno di sovranità, e il costo di cambiare idea | Un cliente grande, un capitolato, una certificazione, un settore regolato. |
| 3 | Cosa deve saper fare, il primo giorno? | La capacità richiesta | La capacità richiesta è la variabile che più spesso viene sovrastimata. |
| 4 | Quanto verrebbe usato, a regime? | Il volume d'uso | È la domanda che ribalta i conti più di ogni altra. |
| 5 | Chi lo terrebbe in piedi, tra sei mesi? | La competenza interna | Un nome e un cognome, non un ruolo generico. Se non c'è, la risposta è la terza. |
| 6 | Come preferite che si presenti la spesa? | Quanto volete investire adesso | — |
| 7 | Entro quando serve qualcosa che funzioni? | La fretta | — |
| 8 | Se tra due anni il fornitore cambiasse le regole, cosa succederebbe? | Il bisogno di sovranità, e il costo di cambiare idea | È la domanda che nessuno si pone il primo giorno, ed è quella che poi costa. |
Le domande stanno in due famiglie, e vale la pena saperlo per leggere l'esito. La 3, la 6 e la 7 spostano il triangolo: dicono quanta capacità chiedete, quanto presto, e quanto poco volete spendere subito. La 1, la 2, la 4, la 5 e la 8 fissano dei fatti — quanta sovranità vi serve, quanta competenza avete, quanto userete il sistema, quanto vi costerebbe tornare indietro — e quei fatti premiano o penalizzano le opzioni. La 5 fa entrambe le cose: chi risponde «nessuno» chiede anche di spendere meno e di partire prima.
La più pesante è la quinta. Rispondete con un nome in mente, non con l'organigramma.
La nona domanda è l'unica aperta: in una frase, a cosa serve, il primo giorno? Non entra nel calcolo. Serve a voi, quando rileggerete il documento fra mesi, per ricordare di cosa stavate parlando; e compare nell'intestazione del foglio stampato.
Si torna indietro sempre. Dall'esito, «← Rivedi le risposte» riapre le domande con la risposta data evidenziata, e «Torna all'esito →» vi riporta indietro senza riattraversarle tutte.
4. L'esito, in tre tappe
L'esito è un percorso in tre tappe, con i numeri in cima: 1 La scelta, 2 Cosa comprate, 3 Quanto costa. Si passa dall'una all'altra con i pulsanti numerati, o con le frecce destra e sinistra quando il fuoco è sulla navigazione. Sopra le tappe c'è l'orizzonte: «Il primo anno» o «A tre anni». Cambiarlo ricalcola tutto, e lo si può fare in qualsiasi momento.
In chiaro i vostri numeri, in grigio le spiegazioni. È la regola di tutta la pagina: ciò che nasce dalle vostre risposte si legge bene, ciò che è uguale per tutti sta un passo indietro.
Tappa 1 — il triangolo
Tre vertici: Capacità (cosa sa fare), Time-to-value (quanto presto), Investimento (quanto poco, adesso). Ciascuno va da 0 a 100, e le vostre risposte li mettono in una posizione. Al centro, la sovranità: quanta ne resta compatibile con i tre vertici come li avete posti. Più chiedete capacità, fretta e poca spesa, meno sovranità resta possibile. Non è un'opinione: è la forma del mercato attuale.
Che cosa vuol dire 0, che cosa vuol dire 100. Ogni vertice dice quanto lo chiedete: 0 è «lo chiedo al minimo», 100 è «lo chiedo al massimo». Capacità: quanto deve saper fare. Time-to-value: quanto presto deve funzionare. Investimento: quanto poco volete spendere adesso. Per questo sull'Investimento il verso sembra rovesciato: 100 non vuol dire «spendo tanto», vuol dire «chiedo di spendere il meno possibile subito».
| Vertice | A 0 | A 100 | La domanda che lo muove |
|---|---|---|---|
| Capacità | non serve che sappia granché: compiti ripetitivi e circoscritti | serve il meglio disponibile: ragionamento complesso, documenti lunghi, codice | la 3 |
| Time-to-value | non c'è fretta: volete capire prima di muovervi | serve subito, questa settimana | la 7, e la 5 se nessuno lo terrebbe in piedi |
| Investimento | potete spendere tanto adesso: un investimento che poi si ammortizza | volete spendere il meno possibile adesso: canone, nessun immobilizzo | la 6, e la 5 se nessuno lo terrebbe in piedi |
Le risposte non portano mai un vertice a 0 o a 100: lo mettono fra 5 e 95. La Capacità va a 5, 42 o 95, secondo la terza domanda. Il Time-to-value va a 5, 36 o 77 secondo la settima, e a 23, 54 o 95 se nessuno terrebbe in piedi il sistema. L'Investimento va a 5, 41 o 76 secondo la sesta, e a 24, 60 o 95 nello stesso caso. Gli estremi si raggiungono solo spostando i vertici a mano: col dito, col mouse o con le frecce.
Mettere un vertice a 0 non vuol dire «non mi interessa»: vuol dire «me ne basta pochissimo». Un'opzione che ve ne dà molto di più non perde quanto una che ve ne dà di meno, ma qualcosa perde. Sul vertice non esiste una posizione «indifferente».
Ogni opzione ha la sua posizione sui tre vertici, uguale per tutti: più la vostra è vicina alla sua, più quell'opzione sale.
| Opzione | Capacità | Time-to-value | Investimento |
|---|---|---|---|
| AI in locale | 35 | 60 | 80 (88 a tre anni) |
| Server dedicato | 65 | 35 | 30 |
| Cloud a consumo | 95 | 95 | 90 |
| Ibrido con instradamento | 85 | 40 | 50 |
La vicinanza però non è tutto. Il bisogno di sovranità, la competenza interna e il volume d'uso pesano anche loro, e allo stesso modo in qualunque posizione dei vertici: è la riga che compare sotto «State esplorando».
Sotto 35 il numero al centro diventa viola. Il viola, in questa pagina, vuol dire una cosa sola: fermatevi a riflettere.
Sotto la figura c'è una frase da non saltare: il numero al centro dice quanta sovranità resta compatibile con i vertici, non quanta ne offre l'opzione consigliata. Sono due cose diverse, e sulle combinazioni possibili differiscono di oltre venti punti in più di un caso su due.
I vertici si trascinano col dito o col mouse, oppure si selezionano col tasto Tab e si muovono con le frecce: tre punti a colpo, dieci tenendo premuto Maiuscolo. Spostarli ricalcola la classifica mentre li muovete. È il cuore dello strumento: vedere, letteralmente, cosa si perde quando si chiede tutto.
Quanto resiste il ferro
Sotto il triangolo, un cerchio. Toccandolo si apre sui tre modi, scelti fra pari:
- Libertà totale. Nessuna resistenza: potete chiedere tutto. Il prezzo non vi ferma, lo vedete soltanto: più allargate il triangolo, più la luce della sovranità al centro si affievolisce. Adatto a chi esplora da solo.
- Resistenza elastica. È il modo di partenza. Oltre un certo limite, tirando un vertice gli altri due indietreggiano sotto le dita. È il modo che funziona meglio davanti a un cliente: nessuno deve spiegare il compromesso, si vede.
- Vincolo rigido. Oltre il limite il vertice non si muove. Didatticamente è la versione più vera, ma fa sembrare rotto lo strumento a chi non ha letto la spiegazione.
Il limite è generoso: la somma dei tre vertici non supera 215 su 300. Morde solo quando si chiede l'impossibile. Ma le risposte, a volte, lo chiedono: in 486 combinazioni su 6.561 il triangolo delle risposte nasce già oltre il limite. La pagina si apre così, senza correggerlo; il primo clic su un modo del ferro ritira i tre vertici insieme, e lo dice.
Come leggere questo esito
Sopra le quattro schede c'è il blocco che spiega l'esito a partire dalle vostre risposte. Dice tre cose, in quest'ordine.
Chi è in testa, e di quanto. «Cloud a consumo è in testa: punteggio 96, AI in locale è a 32.» Se il distacco è di quattro punti o meno, lo dice: «è in testa, ma di misura». Succede in quasi un quarto degli esiti del primo anno. Se i secondi sono due, li nomina tutti e due.
Le risposte che pesano di più, e perché. Una o due, mai di più: «Pesano soprattutto due vostre risposte.» Per ciascuna, la vostra risposta detta in breve, e subito dopo il perché conta, dal punto di vista di chi è in testa. Una risposta pesa per quanto allarga il distacco fra il primo e il secondo, non per quanto alza il punteggio del primo: una risposta che alza il primo di otto punti e il secondo di dodici non è fra i motivi del primato, e lo strumento non la cita. La seconda risposta si cita solo se sposta almeno tre punti di vantaggio; altrimenti ne resta una sola.
Qualche volta, in circa due citazioni su cento al primo anno e quattro a tre anni, la risposta compare da sola, senza il perché. Non è un errore: è una combinazione rara per cui la spiegazione non è stata ancora scritta.
Cosa cambierebbe il risultato. La singola risposta diversa, la più vicina a quella che avete dato, che toglierebbe il primo posto a chi ce l'ha. «Se aveste un fornitore IT di fiducia che se ne occupa a contratto, in testa passerebbe Cloud a consumo con 73; Ibrido con instradamento sarebbe a 63.» Anche arrivare alla pari conta: smettere di vincere da soli è già perdere il primato. Si mostra il passo più piccolo, non il ribaltamento più clamoroso, perché racconta quanto poco è mancato.
Se nessuna risposta diversa basta, lo dice: «Nessuna singola risposta diversa cambierebbe il primo posto: è un risultato solido.» È raro: sei esiti su cento al primo anno, meno di tre a tre anni. Quando è in testa l'ibrido non succede mai.
Il pareggio. Se due o più opzioni sono a pari punti, il blocco non sceglie. Le nomina tutte, e dice: «Con queste risposte il modello non le distingue. La differenza la fanno cose che le otto domande non chiedono. È il caso in cui parlarne con qualcuno che conosce la vostra azienda serve di più.» Niente risposte decisive e niente rovesciamenti: la classifica sotto mette comunque qualcuno per primo, ma lo fa per l'ordine in cui le opzioni sono scritte, non perché abbia vinto. Il blocco è l'unico posto in cui fidarsi.
State esplorando. Appena spostate un vertice, la classifica non risponde più soltanto a ciò che avete risposto, ma alla posizione che vedete. Allora le spiegazioni si ritirano, perché spiegherebbero un altro esito, e al loro posto compare un avviso: «State esplorando.» Con un pulsante, «Torna alle vostre risposte», che rimette il triangolo dove le risposte lo mettono e fa ricomparire la spiegazione. Il modo del ferro che avete scelto resta scelto. Sotto l'avviso resta una riga. Alcune risposte — il bisogno di sovranità, la competenza interna, il volume d'uso — non dipendono dal triangolo e pesano allo stesso modo in qualunque posizione dei vertici. La riga dice quanto valgono fra le prime due opzioni a schermo, una per una, e a favore di quale. Non dice che il triangolo non può cambiare l'esito: dice cosa resta fermo mentre lo cambiate.
L'avviso compare anche senza aver toccato un vertice, se il triangolo nasceva oltre il limite e avete cliccato su un modo del ferro: i vertici si sono ritirati, e la posizione non è più quella delle risposte. È voluto. L'avviso non registra un gesto: dice che la classifica a schermo non è quella che le spiegazioni spiegano.
Le quattro schede
Sotto il blocco, tutte le opzioni, sempre, in ordine di punteggio. La percentuale dice quanto ciascuna si avvicina alla configurazione che avete chiesto, al netto delle penalità: la sovranità che manca costa molto, quella che avanza costa poco ma qualcosa; la competenza che l'opzione chiede e voi non avete costa anche lei. Il costo complessivo non entra nella percentuale: il triangolo chiede quanto poco spendere adesso, non quanto si spende in tutto. I costi stanno nella tappa 3. Sotto il nome, una riga su cos'è in pratica, e il costo complessivo all'orizzonte scelto.
Da chiuse, le quattro schede sono uguali: la descrizione. Toccandone una si apre «approfondisci»: in apertura il giudizio sull'opzione («La massima capacità, subito, senza competenza interna. In cambio: i dati passano da fuori…»), poi sei voci — In pratica, Cosa serve davvero, Quanto costa, A cosa si rinuncia, Quando è la scelta giusta, Il campanello d'allarme. Sono uguali per tutti: non dipendono dalle risposte né dal punteggio. Leggete il campanello d'allarme anche delle opzioni che scartate.
A tre anni ogni scheda guadagna una riga in più, che dice come quell'opzione invecchia al vostro volume d'uso: «A questo volume, a tre anni il canone supera il costo di una macchina propria.»
I due riquadri viola
Sotto le schede, solo se servono, due avvisi con il titolo «Rifletti».
La sovranità. Si accende quando le vostre risposte dichiarano un bisogno di sovranità di almeno 45 su cento e l'opzione in testa ve ne dà sensibilmente meno. Ha tre forme, e ciascuna dice solo ciò che è vero in quel caso:
- «la sovranità che vi serve non è in testa», con il nome dell'opzione che ve la darebbe e il suo punteggio: «paga altrove quello che guadagna qui. Chi sceglie la prima sceglie sapendo che quella distanza resta.»
- la stessa, quando nessuna delle quattro arriva al vostro bisogno: nomina la più vicina.
- «il numero al centro non è la sovranità che avrete»: il numero al centro è basso, ma l'opzione in testa copre già il bisogno. Qui il riquadro non avverte: spiega perché i due numeri non si contraddicono.
A tre anni il bisogno di sovranità sale: il modello ci aggiunge metà del costo di cambiare idea. Restare legati a un fornitore diventa un problema di sovranità quando l'orizzonte si allunga.
La competenza. Il titolo è «il vincolo che affonda i progetti»: l'opzione in testa richiede più competenza interna di quanta ne avete dichiarata. «Prima di sceglierla, la domanda da risolvere non è tecnica: è chi la manterrà tra sei mesi, con nome e cognome.»
Tappa 2 — cosa comprate
Le sei tensioni. Sei coppie, ciascuna con un lato che conta e non si vede e un lato che si vede e vince per abitudine: Valore / Costi, Più duro / Più facile, Sicurezza di lunga durata / Sicurezza di breve termine, Efficace / Efficiente, Invisibile / Visibile, Anticipo / Controllo. In verde il lato che la configurazione sta comprando, con una frase che lo dice.
Nessun lato è sbagliato in assoluto. «Efficiente» va benissimo, purché sappiate che è quello che state ottimizzando. La griglia serve a una cosa: rendere visibile, prima di firmare, quello che la fattura non mostrerà.
Le tensioni seguono il triangolo, non le risposte: se spostate un vertice, cambiano anche loro.
Tappa 3 — quanto costa
Il costo complessivo a 12 e 36 mesi delle quattro opzioni, calcolato su tredici parametri in tre gruppi: quanti siete e quanto lo usate, le macchine, i canoni e le persone che lo curano. La freccia segna il costo più basso, e sotto la tabella c'è la frase che la accompagna sempre: il costo più basso non è la scelta giusta: è solo il costo più basso.
Tre valori lo strumento li deduce da solo, e li marca come «calcolato»: le postazioni locali (una ogni cinque persone), le macchine per il server dedicato (una ogni 200 utenti in uso saltuario, 80 in uso quotidiano, 25 in uso continuo) e il consumo di token (0,05, 0,5 o 3 milioni al mese per persona, secondo il volume). Valgono finché non li scrivete voi. Da quel momento vince il vostro numero; se si discosta di oltre metà dalla stima, lo strumento ve lo dice e lo usa lo stesso. Non è un errore: è un'informazione che lo strumento non ha.
Le regole di calcolo sono tutte in pagina, sotto la tabella. La manutenzione del locale vale un quarto di quella di un server dedicato, l'ibrido il 120%, la verifica del cloud il 15%; ogni server oltre il primo aggiunge mezza manutenzione; l'ibrido consuma il 30% del cloud. I valori di fabbrica sono verificati ad agosto 2026, per dieci persone.
I parametri restano salvati su quel browser fra una sessione e l'altra, le risposte no. Se ritrovate parametri modificati, la pagina lo dichiara sopra la tabella — «salvati da una sessione precedente su questo browser» — con un pulsante per tornare ai valori di fabbrica.
Le risposte date
In fondo, un pannello da aprire: le otto domande con la risposta data per esteso, e il caso d'uso. Sulla carta e nel documento c'è sempre. A distanza di mesi la decisione si rilegge insieme alle risposte da cui è nata.
5. Sei esempi
Sono calcolati sul modello di questa versione, con i parametri di fabbrica e il numero di persone indicato. Le risposte sono nell'ordine delle otto domande; le frasi fra virgolette sono quelle che lo strumento scrive.
Lo studio professionale che non ha dati da proteggere
Materiale già pubblico · nessun vincolo esterno · serve il meglio disponibile · poche persone, qualche volta a settimana · nessuno che lo tenga in piedi · il meno possibile subito · questa settimana · cambieremmo fornitore in una settimana. Quattro persone.
«Cloud a consumo è in testa: punteggio 96, AI in locale è a 32.» Pesano il meglio disponibile («A quel livello, oggi, arrivano solo i modelli del cloud.») e l'assenza di chi lo terrebbe in piedi. È un risultato solido, a entrambi gli orizzonti. Nessun riquadro viola.
Due cose da guardare. Il triangolo nasce oltre il limite del ferro — capacità, fretta e poca spesa tutte a 95 — e al centro la sovranità è a 5, in viola: è ciò che si paga, e qui si paga volentieri, perché non c'è niente da proteggere. E nella tappa 3, a 36 mesi, la freccia del costo più basso sta sul locale, 5.850 euro contro 5.944. Il locale però è a 32 punti: sa fare meno di quello che vi serve. È l'esempio da tenere a mente quando qualcuno dice che lo strumento «spinge verso il locale»: non lo fa.
Cambiate due risposte — nel sistema entrano dati personali o segreti industriali, e un cambio di regole del fornitore sarebbe un fastidio serio ma gestibile — e il cloud resta in testa, 78 contro 39. Ma compare il riquadro viola: «la sovranità che vi serve non è in testa». Il bisogno dichiarato è 50, il cloud si ferma a 15; il locale ve la darebbe, «ma sta al 39% contro il 78%: paga altrove quello che guadagna qui». Lo strumento non cambia verdetto per paura: vi dice che cosa state accettando.
L'azienda di stampi con il sistemista in casa
Dati personali o segreti industriali · un obbligo scritto · compiti ripetitivi e circoscritti · uso continuo, anche non presidiato · qualcuno che amministra già server Linux · un investimento una tantum · non c'è una data · saremmo in ostaggio. Quarantacinque persone.
«Server dedicato è in testa: punteggio 88, Ibrido con instradamento è a 62.» Pesano l'uso continuo («A questo ritmo una macchina dedicata lavora sempre e si ripaga. I computer d'ufficio non reggono, e il canone del cloud cresce con l'uso.») e la disponibilità a investire. Il triangolo è piccolissimo, tutti i vertici a 5: non chiedete né la frontiera, né fretta, né di risparmiare subito. Al centro, 95 di sovranità.
Cosa cambierebbe: «Se lo usasse un ufficio intero, tutti i giorni, in testa passerebbe AI in locale con 79; Server dedicato sarebbe a 75.» Il volume è la domanda che ribalta i conti.
E c'è il riquadro viola nella sua forma più rara: il bisogno di sovranità è 97, e nessuna delle quattro ci arriva. Il più vicino è il locale, con 95. A tre anni il server sale a 91, e la sua scheda dice: «L'investimento si ammortizza: a questo volume è la voce di costo più bassa.»
L'ufficio con i dati sensibili
Dati personali o segreti industriali · un obbligo scritto · lavoro d'ufficio serio ma non estremo · un ufficio intero, tutti i giorni · un fornitore IT a contratto · indifferente, purché il conto a tre anni torni · entro un paio di mesi · saremmo in ostaggio. Dieci persone.
«AI in locale è in testa: punteggio 89, Server dedicato è a 72.» Pesano il volume («È un carico che le macchine d'ufficio reggono ancora. Con un uso continuo non sarebbe più così.») e i dati («Con il locale i dati non escono mai dall'azienda. Il cloud, che li fa passare da fuori, perde molti punti.»). Il cloud è ultimo, a 36.
Cosa cambierebbe: «Se l'uso diventasse continuo, anche automatico, in testa passerebbe Server dedicato con 85; AI in locale sarebbe a 67.» Il locale vince finché l'uso resta d'ufficio: è una scelta giusta con una data di scadenza scritta dentro, ed è bene saperlo il primo giorno.
L'ibrido, di misura, con il sistemista in casa
Documenti interni non riservati · un cliente potrebbe chiederlo entro un paio d'anni · serve il meglio disponibile · un ufficio intero, tutti i giorni · qualcuno che amministra già server Linux · indifferente · questa settimana · un fastidio serio ma gestibile. Dieci persone.
«Ibrido con instradamento è in testa, ma di misura: punteggio 75, Cloud a consumo è a 73.» Pesa soprattutto la persona: «L'ibrido è la strada più difficile da mantenere: qualcuno deve governare la regola che decide cosa resta in casa e cosa va fuori. Voi quella persona l'avete.» Poi la capacità richiesta.
Cosa cambierebbe: «Se aveste un fornitore IT di fiducia che se ne occupa a contratto, in testa passerebbe Cloud a consumo con 73; Ibrido con instradamento sarebbe a 63.» Due punti di vantaggio, e dipendono da una persona. Se quella persona se ne va, l'esito cambia.
Al centro del triangolo la sovranità è a 26, in viola, ma il riquadro non avverte: spiega. «Le vostre risposte dichiarano un bisogno di sovranità di 46 su cento. Il triangolo come l'avete posto ne lascia disponibile 26. Ma il bisogno è già coperto: Ibrido con instradamento, in testa, ve ne dà 65.» È il riquadro che distingue il numero al centro dalla sovranità che avrete.
A tre anni l'ibrido si stacca: 78 contro 69 del server dedicato.
L'ibrido con il fornitore a contratto, che a tre anni cambia strada
Dati personali o segreti industriali · un cliente potrebbe chiederlo · serve il meglio disponibile · un ufficio intero, tutti i giorni · un fornitore IT a contratto · indifferente · questa settimana · un fastidio serio ma gestibile. Dieci persone.
«Ibrido con instradamento è in testa, ma di misura: punteggio 64, Server dedicato e Cloud a consumo sono a 60.» Pesano la capacità richiesta e i dati: «Con dati così il cloud perde molti punti. L'ibrido, che tiene in casa la parte sensibile, regge meglio.» Cosa cambierebbe: «Se il lavoro da fare fosse d'ufficio, serio ma non estremo, in testa passerebbe AI in locale con 83; Ibrido con instradamento sarebbe a 63.» È il rovesciamento più comune: la capacità richiesta è la variabile che più spesso viene sovrastimata, e la domanda 3 lo dice.
Qui si accende il secondo riquadro viola: il vincolo che affonda i progetti. L'ibrido chiede più competenza di quella che un fornitore a contratto garantisce. La domanda da risolvere prima non è tecnica.
Passate all'orizzonte a tre anni, e l'esito cambia: «AI in locale è in testa, ma di misura: punteggio 60, Server dedicato è a 57.» L'ibrido scende al terzo posto. A tre anni il bisogno di sovranità sale da 68 a 83, perché ci entra il costo di cambiare idea. Guardate sempre tutti e due gli orizzonti: le scelte comode si rivelano lì.
Il pareggio a tre
Dati personali o segreti industriali · un obbligo scritto · serve il meglio disponibile · un ufficio intero, tutti i giorni · qualcuno che amministra già server Linux · un investimento una tantum · questa settimana · saremmo in ostaggio. Dieci persone.
«AI in locale, Server dedicato e Ibrido con instradamento sono alla pari, tutte a 59.» E poi: «Con queste risposte il modello non le distingue. La differenza la fanno cose che le otto domande non chiedono.» Il cloud, ultimo a 38, è l'unica cosa che le risposte escludono con chiarezza.
Nelle schede sotto, il locale compare per primo. Non ha vinto: sta lì per l'ordine in cui le opzioni sono scritte nel codice. Il blocco lo sa, e per questo non nomina nessuna risposta decisiva.
A tre anni il pareggio si scioglie di un punto: server dedicato a 58, locale e ibrido a 57. È un esito da portare in riunione come una domanda, non come una risposta.
6. Il documento
Si stampa in PDF. Dal pulsante «Stampa o salva in PDF», il browser produce un foglio bianco con tutte e tre le tappe in sequenza, le quattro schede aperte con i loro approfondimenti, i parametri e le risposte. In testa, un'intestazione con la data, l'orizzonte, i valori dei tre vertici, la sovranità residua, il modo del ferro, la versione dello strumento, il caso d'uso e i parametri modificati. In fondo, una nota su cosa il foglio è e cosa non è, e le righe per le firme. Nel dialogo di stampa togliete la spunta a «Intestazioni e piè di pagina»: altrimenti il browser stampa in calce il percorso del file sul vostro computer.
Se al momento della stampa il triangolo è stato spostato, il foglio lo dichiara al posto della spiegazione: «Il triangolo di questo foglio non è nella posizione delle vostre risposte.» La classifica stampata risponde alla posizione scelta, quella dell'intestazione. Su un foglio che si firma, un'ambiguità del genere non può restare muta.
Si copia in Markdown. «Copia il documento» mette negli appunti il verbale completo: la configurazione, i quattro fatti emersi dalle risposte, la sezione «Come leggere questo esito» con la stessa spiegazione della pagina, le quattro opzioni in classifica, i costi con tutti i parametri usati e la loro provenienza — di fabbrica, calcolato o inserito — le sei tensioni, le risposte, una riga per le firme. Si incolla in un verbale, in Obsidian, in qualsiasi editor.
A triangolo spostato il documento lo dichiara, e in più dice dove lo metterebbero le risposte: «Le vostre risposte darebbero: Capacità 95/100, Time-to-value 77/100…». È l'unico dei due esportatori che lo sa. A tre anni la riga del bisogno di sovranità riporta anche il numero che il modello conta davvero.
Una differenza da conoscere. In questa versione i due riquadri viola stanno sulla pagina e sul foglio stampato, ma non nel documento copiato. Arrivano con la prossima versione. Se l'esito ne ha uno acceso, e il documento va agli atti, allegate anche il PDF.
Le firme. Titolare o legale rappresentante, responsabile IT, data. Si scrivono a penna.
Ricominciare. «Ricomincia» azzera le risposte. Se ci sono parametri modificati, prima chiede: tenerli, o ricominciare da zero anche con quelli. Se valutate più imprese di seguito, ricominciate da zero: altrimenti i numeri della prima finiscono nel documento della seconda. Se usate la chiavetta sul computer di qualcun altro, i parametri restano salvati nel browser di quel computer: prima di andarvene, riportateli ai valori di fabbrica.
7. Cosa fare con l'esito
Portatelo in riunione, con chi decide la spesa e con chi terrebbe in piedi il sistema. Leggete ad alta voce il titolo del blocco, poi le due risposte che pesano. Se qualcuno dice «non è vero», la discussione è su quelle risposte: tornate indietro, correggetele, e guardate cosa cambia.
Poi leggete cosa cambierebbe il risultato. È la domanda da fare in sala: quella risposta la stiamo dando con i fatti, o con le speranze? Se l'esito è di misura, o in pareggio, non cercate nello strumento una certezza che non ha.
Poi muovete il triangolo, tutti insieme. Chiedete più capacità e guardate la sovranità al centro. È il momento in cui, di solito, la riunione cambia tono.
Poi passate a tre anni. E solo alla fine la tappa 3, i costi: con i vostri numeri, non con quelli di fabbrica.
Rifatelo quando cambia qualcosa — il volume, la persona che lo terrebbe in piedi, un cliente che chiede dove stanno i dati — con il numero di versione in mano. Esiti nati da versioni diverse non sono automaticamente confrontabili: i punteggi dalla 1.6 in poi non sono confrontabili con quelli delle versioni precedenti, perché la sovranità ora pesa nei due sensi e il volume pesa sul punteggio del cloud e del server. Il numero è nel piede della pagina, nel documento e sul foglio stampato apposta.
8. I limiti, dichiarati
- Pesi e soglie sono una taratura ragionata, non uno standard. Alcune sono state misurate sulle 6.561 combinazioni possibili; altre sono state scelte e dichiarate come tali. Cambieranno la prima volta che un'impresa vera non si riconoscerà in un esito. Se succede a voi, è l'informazione più utile che potete darci.
- L'ibrido non è mai un risultato solido. Quando è in testa, una risposta diversa basta sempre a togliergli il primato. È coerente con quello che l'ibrido è — la strada che dipende da più cose — ma vale la pena saperlo.
- Quasi un esito su quattro, al primo anno, si decide entro quattro punti. Lo strumento lo dice ogni volta. In circa tre casi su cento è un pareggio.
- Il riquadro della competenza è il più rumoroso. Si accende in più di un esito su quattro al primo anno, e in più di uno su tre a tre anni. La sua soglia non è ancora stata tarata: arriva con la prossima versione.
- Il riquadro della sovranità tace sotto i dieci punti di mancanza. Sotto quella soglia un avvertimento diventa rumore, e la frase sotto il triangolo spiega comunque la differenza fra i due numeri.
- Dopo «Torna alle vostre risposte» il modo del ferro resta quello scelto, anche se il triangolo delle risposte sta oltre il suo limite. Al primo tocco i vertici rientrano. È la stessa incoerenza che c'è all'apertura, annotata per la prossima versione.
- Il blocco della spiegazione non ha un annuncio suo, ma sta in una parte della pagina che i lettori di schermo annunciano quando cambia. Il blocco si riscrive a ogni movimento del dito, e che cosa ne senta chi usa un lettore di schermo, mentre trascina, non è ancora stato provato. La verifica di accessibilità della tappa 1 arriva con la prossima versione. Sul telefono, chi trascina un vertice non vede il blocco: lo trova scorrendo verso le schede.
- La riga dei fatti fermi conta i punti prima del tetto. Quando un'opzione supera 100 il punteggio mostrato si ferma a 100, e la riga può attribuirle più punti di quelli che si vedono. Succede in circa 2 schermate su cento.
- Non misura cosa succede dentro l'opzione scelta. Dice dove far vivere l'AI, non quale modello usare, né come scrivere la regola dell'ibrido, né come si governa un fornitore. Quelle sono le domande del giorno dopo.
9. Attribuzioni e licenze
Il triangolo di ferro è un modello classico del project management, di Martin Barnes, 1969. La traduzione ai vertici Capacità, Time-to-value e Investimento iniziale, con la Sovranità al centro, è un'elaborazione di DeepAiUG. La griglia delle sei tensioni è ripresa da The Learning Paradox di Jim Harris (Macmillan Canada, 1998), in uso dal 2003: non è nostra, è nostra solo l'applicazione. Alcune tecniche di animazione sono state apprese dai tutorial di Online Tutorials e rielaborate per il progetto. Pesi, soglie e frasi: taratura DeepAiUG, settembre 2026.
La versione 1.6 nasce dal primo riscontro di chi ha usato lo strumento senza averlo costruito: un modello sbilanciato verso il locale, e una pagina di risultati che non si lasciava leggere.
Codice MIT; domande, testi, modello decisionale e sistema visivo «Profondità Cognitiva» CC BY 4.0: liberi da usare, modificare e ridistribuire, anche per lavoro, citando la fonte. La griglia di Harris e le tecniche di terzi restano dei rispettivi autori.
Vincenzo «Gilles» Iodice — DeepAiUG. Per chi non si accontenta di stare a galla. 🤿